Il Ponte Nomentano a Roma, con la torre medievale fortificata che ne sovrasta l'arcata
Il Ponte Nomentano a Roma, con la torre medievale fortificata che ne sovrasta l'arcata — foto: Horcrux · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

A nord del quartiere Talenti, dove la Via Nomentana scavalca il fiume Aniene, c'è una delle cose più sorprendenti di questa parte di Roma: un ponte di origine romana con sopra una torre fortificata medievale, in mezzo a un parco pubblico. Non compare in nessuna guida turistica, e infatti ci si va quasi solo se si abita in zona.

Un ponte, due epoche

Il Ponte Nomentano nasce come infrastruttura romana: serviva a portare la Via Nomentana oltre l'Aniene, verso Nomentum. La sua struttura è stata rimaneggiata molte volte nei secoli, ed è nel Medioevo che assume l'aspetto che ha oggi, quando viene fortificato con una torre di guardia a controllo del passaggio.

È il tipo di stratificazione che a Roma è normale e che altrove sarebbe un museo: un'opera stradale antica riusata come presidio militare medievale, e finita come passerella pedonale in un parco di quartiere. Oggi il ponte è chiuso al traffico veicolare e si attraversa a piedi.

L'Aniene, il fiume dimenticato

L'Aniene è il principale affluente del Tevere e scende dai monti a est di Roma prima di attraversare il quadrante nord-est della città. È un fiume che i romani conoscono poco, perché scorre lontano dal centro monumentale, ma lungo il suo corso urbano si sviluppa un sistema di aree verdi che formano una delle riserve naturali cittadine.

Il Parco delle Valli, nella zona attorno al ponte, è la parte più frequentata di questo sistema: prati, alberi, percorsi lungo l'acqua. È il verde che i residenti usano, non quello che i turisti fotografano — e questo, per qualche ora, è esattamente il punto.

Il Monte Sacro, che è una pagina di storia

Poco distante si alza il colle che dà il nome a tutto il quartiere: il Mons Sacer, il Monte Sacro. Secondo le fonti antiche è qui che, nel 494 a.C., la plebe romana si ritirò durante la prima secessione, abbandonando la città per protestare contro i patrizi e costringendoli a negoziare. Da quella trattativa nacque, secondo la tradizione, l'istituto del tribunato della plebe.

È una delle pagine fondative della storia politica di Roma, e non è successa nei Fori: è successa qui, a poca distanza da dove dormirete. Sul posto non c'è nessun monumento a segnalarlo — solo un colle, un fiume e un ponte.

Come arrivarci: l'area del ponte e del Parco delle Valli si trova a nord del quartiere Talenti, dove la Via Nomentana incrocia l'Aniene. È una meta da mezza giornata, gratuita e all'aperto: perfetta per un pomeriggio in cui non si ha voglia di code.

La Città Giardino

Un'ultima cosa che si nota camminando da queste parti: il quartiere di Montesacro nasce negli anni Venti del Novecento come città giardino, secondo un modello urbanistico che privilegiava edifici bassi, strade curve e verde diffuso. Piazza Sempione ne è ancora oggi il centro riconoscibile, e la differenza rispetto al tessuto edilizio del resto della città si vede a occhio nudo.

Come si è arrivati a un ponte fortificato

La torre sopra il Ponte Nomentano non è un vezzo architettonico: è una risposta a un problema pratico. Nel Medioevo i ponti sull'Aniene erano i punti di ingresso a Roma da nord-est, e controllarli significava controllare chi entrava in città. Fortificare il passaggio era il modo più economico per presidiare un accesso.

È una logica che si ritrova in molti ponti dell'Italia centrale, ma qui il risultato è particolarmente leggibile: la struttura antica sotto, la sovrastruttura difensiva sopra, e nessuna delle due che finge di essere l'altra.

Una passeggiata, non una visita

Il modo giusto di prendere questa zona è quello della passeggiata, non della visita guidata. Non ci sono biglietti, orari o percorsi obbligati: c'è un parco lungo il fiume, un ponte che si attraversa a piedi e un colle che ha un nome più importante del suo aspetto.

Funziona bene come mezza giornata di pausa dopo due o tre giorni di monumenti, e funziona particolarmente bene con i bambini, che qui possono correre senza che nessuno dica niente. È anche uno dei pochi posti di Roma in cui, con ogni probabilità, non sentirete parlare inglese.

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