Chi alloggia nel quadrante nord-est di Roma prima o poi la percorre, spesso senza sapere cosa sia: la Via Nomentana è una delle strade consolari dell'antica Roma, e il suo tracciato è ancora oggi, duemila anni dopo, uno degli assi principali di questa parte di città.
Da dove viene il nome
La strada prende il nome da Nomentum, l'antico centro sabino corrispondente all'odierna Mentana, a nord-est di Roma. Era una via di collegamento locale, più corta e meno celebre della Via Appia o della Via Flaminia, ma di uso quotidiano: la strada attraverso cui il territorio a nord-est riforniva la città.
Il suo punto di partenza urbano era la Porta Nomentana, aperta nelle Mura Aureliane; la porta venne poi chiusa e sostituita, in epoca moderna, dalla vicina Porta Pia, progettata da Michelangelo. È da lì che ancora oggi la Via Nomentana comincia il suo percorso verso l'esterno della città.
Cosa si incontra lungo il percorso
Il primo tratto, subito fuori Porta Pia, è uno dei più eleganti di Roma: un viale alberato fiancheggiato da ville ottocentesche e novecentesche. La più nota è Villa Torlonia, oggi parco pubblico, che ospita al suo interno la Casina delle Civette, uno degli edifici in stile liberty più curiosi della città.
Proseguendo si arriva al complesso di Sant'Agnese fuori le mura: una basilica di fondazione paleocristiana, costruita sopra le catacombe in cui, secondo la tradizione, venne sepolta la giovane martire Agnese. È uno dei complessi cristiani più antichi di Roma e conserva mosaici di grande importanza.
Accanto alla basilica sta il Mausoleo di Santa Costanza, un edificio circolare del IV secolo il cui deambulatorio è coperto da mosaici a fondo chiaro — tralci di vite, uccelli, scene di vendemmia — tra i più antichi e meglio conservati del mondo cristiano. È un luogo poco visitato rispetto al suo valore, e questo è il motivo per cui vale il viaggio.
Il tratto che riguarda noi
Più a nord la Via Nomentana attraversa il quadrante in cui si trova Talenti Comfort Home, tra Montesacro e Monte Sacro Alto, e continua verso l'esterno della città. È la ragione per cui questa zona esiste nella forma in cui la vedete: i quartieri residenziali del Novecento sono cresciuti lungo l'asse di una strada che c'era già da venti secoli.
È anche il motivo per cui, alloggiando qui, avete un pezzo di Roma antica a portata che non compare in nessuna lista delle "dieci cose da vedere": e visitarlo, di solito, significa averlo quasi tutto per sé.
Le catacombe, sotto la basilica
Sotto Sant'Agnese fuori le mura si sviluppa uno dei complessi catacombali più estesi di Roma, articolato su più livelli. È visitabile con visita guidata, e l'esperienza è diversa da quella delle catacombe più note della Via Appia: meno affollata, più raccolta.
Vale la stessa avvertenza di sempre: orari, giorni di apertura e modalità di visita sono stabiliti dal complesso e vanno verificati sul sito ufficiale prima di presentarsi. Le catacombe romane osservano tipicamente un giorno di chiusura settimanale e una pausa nelle ore centrali.
Perché questa strada non è nelle guide
La Via Nomentana ha un problema di posizionamento: è troppo lontana dal centro per finire negli itinerari da due giorni, e troppo dentro la città per essere venduta come gita fuori porta. Il risultato è che i suoi monumenti — che altrove sarebbero attrazioni principali — restano una cosa da romani.
Per chi soggiorna in questo quadrante è esattamente il vantaggio: si visita qualcosa di importante senza fila, senza prenotazione e senza dover attraversare la città. È il tipo di mezza giornata che si organizza all'ultimo momento, magari quando il centro è troppo affollato per avere voglia di scenderci.
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